NINA
Nina Frequency raccoglie indizi nel visibile e racconta le storie che restano fuori dall’inquadratura.
Può essere un fotogramma visto molte volte e mai davvero guardato.
Una fotografia. Una città. Una persona che la Storia ha lasciato ai margini.
Una frase incontrata per strada. Un oggetto restituito dal tempo.
A volte basta poco perché qualcosa di familiare smetta improvvisamente di esserlo.
È da lì che comincio.
Non ho mai creduto molto nelle divisioni nette tra cinema, memoria, musica, luoghi, persone, arte o vita quotidiana. Mi interessa piuttosto il punto in cui una cosa ne richiama un’altra e, per qualche ragione, cambia l’inquadratura.
Forse è per questo che la mia Frequency non ha un unico argomento.
Ha uno sguardo.
A volte finisce Fuori Campo, altre segue Tracce. Attraversa Geografie, incontra Sguardi, raccoglie Risonanze e, inevitabilmente, si lascia cambiare dalle Interferenze.
Sì, osservo.
Raccolgo indizi. Cerco connessioni. E a volte mi perdo...
Alcune di queste percezioni diventano storie.
Altre restano domande in circolo.
Mi piace pensare che sia proprio lì, quando una traiettoria smette di essere prevedibile, che possa cominciare qualcosa di interessante.
Non è il tema a tenere insieme queste pagine. È il modo di guardarlo.
Il mio JOURNAL nasce per questo.
Per fermare alcune cose abbastanza a lungo da poterle osservare.
Per seguire una traccia quando sembra portare altrove.
Per lasciare che una storia cominci da un dettaglio e finisca dove non era previsto.
Quanto a Nina...
sono quella che, metre cammina, può fermarsi davanti a una scritta su un muro, fotografare e continuare a pensarci ancora, molto tempo dopo.
Il resto, probabilmente, è già tutto qui dentro.
Anche perché, a pensarci bene, forse non lo sai ma mi hai già incontrata 😉
Nina FREQUENCY 📻
Frammenti e memorie del visibile.